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Un percorso di vita di Olivio Mancini (libro)

Commenti, memorie, testimonianze

Olivio Mancini, per chi non lo conosce, è stato un importante dirigente del PCI ed ha fatto parte, in qualità di assessore, delle giunte rosse di Argan e Petroselli. La lettura del libro di Olivio Mancini è l’occasione per ricordare e celebrare la passione di un’idea, quella comunista e il suo modo di viverla da parte di persone che le hanno dato i migliori anni della propria vita. D’altronde, i momenti più belli del libro sono proprio quelli in cui il dirigente comunista ripercorre il periodo pionieristico della sua militanza all’interno del PCI: ad esempio, la celebrazione, nei primi anni ‘50, del 1° Maggio in sperduti paesi della Ciociaria, arroccati sulle montagne, dove per fare dei comizi bisognava inerpicarsi per stradine scoscese e dissestate, con la probabilità magari di dover cercar di contrastare, durante la celebrazione del comizio, il suono delle campane del parroco del paese.

È un’Italia contadina quella descritta da Mancini in questi bozzetti riusciti, un’Italia dove esistevano ancora le lucciole di pasoliniana memoria, ma soprattutto dove erano ancora vive le speranze di cambiamento per la realizzazione di un mondo migliore e più giusto.

Anche la narrazione dei più marginali fatti della storia sono importanti per capire meglio i grandi passaggi del nostro passato e i tanti perché del nostro presente. Il ‘900 ha fornito alla storia momenti luminosi e tragici che è tuttavia doveroso ricordare, anche per meglio valutare i tanti significati che  caratterizzano l’umore dei nostri giorni. Nella storia dei partiti politici spesso si ricordano e si commentano gli episodi che si stagliano nell’orizzonte della memoria per la loro negatività.

Sovente si dimentica che la somma della storia dei partiti e i fatti più o meno secondari del passato hanno contribuito a costruire la storia del paese, con essa, i valori stessi della nostra democrazia. Questo volumetto, senza presunzione, senza iattanza, si prefigge lo scopo di scrutare nell’interno del vecchio P.C.I. piccoli e meno piccoli episodi che, attraverso l’umile percorso di vita del suo autore, testimoniano il tasso di umanità e di disinteressata abnegazione che tanti semplici militanti hanno espresso per attribuire al partito fondato da Gramsci il patrimonio di dignità storica, politica e morale che questo vanta anche dopo la sua immotivata estinzione dal panorama politico nazionale.

Gli episodi narrati nel libro si intrecciano con momenti autobiografici dell’autore e con tematiche politiche che, nei passati decenni, hanno costituito passaggi di dibattito appassionato nel mondo politico e culturale. L’autore auspica che i contemporanei della sua generazione trasmettano alle generazioni più giovani al rispettiva esperienza di vita per rendere sempre più viva la storia del paese.

Fabio Cozzi

 

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