25-aprile-festa-della-liberazione-e-della-resistenza-contro-un-nemico-invisibile

Dicono che il 25 aprile sia divisivo. Ma non spiegano il perché. Dite, voi che affermate questo, perché è divisivo? Perché il 25 aprile è una festa di comunisti?! affermazione talmente insensata che provo imbarazzo anche citarla. Non ha importanza essere o essere stati comunisti, o che il PCI abbia pagato il prezzo più alto, in termini di morti ammazzati, alla Liberazione. Il 25 aprile è un’altra cosa, appartiene a tutti. Avete mai letto dei partigiani socialisti, del Partito d’Azione, dei partigiani cristiani, dei partigiani monarchici, degli indipendenti… di partigiani che la politica non sapevano neppure esattamente cosa fosse…. forse è cosa troppo difficile per voi, forse amate le cose facili. Ma la libertà e le sue strade, non sempre sono facili. Sembra che la ragione principale, allora, sia che “a quel tempo” cioè “in quel periodo” non eravamo tutti dalla stessa parte. Quindi una festa, nazionale per giunta, che vuol essere unificatrice per antonomasia (una festa che sancisce la fine dell’occupazione straniera, la rinnovata unità delle terre e delle genti italiane sotto il tricolore, la conquista delle libertà civili e politiche, di lì a poco sancite con il varo della Costituzione che della Resistenza e del 25 aprile è figlia primogenita), insomma questa festa quà non incarna i valori di unità, libertà e democrazia che sono alla base del nostro patto sociale e, di nuovo, della nostra Costituzione. Spiegate voi cosa vuol dire prima di tutto “allora”. Il periodo che definite come “allora” quando inizia e quando finisce. Parte dagli ultimi mesi del regime? Parte dall’ 8 settembre ’43, dalla nascita della famigerata Repubblica di Salò? Dall’inizio della guerra? Dalle leggi razziali del ’38? Dalle leggi “fascistissime” del ’25? Dalla salita al potere del fascismo nel ’22? Per me il fascismo è stato sempre lo stesso, dal ’22 quando le squadracce picchiavano a morte gli oppositori e i sindacalisti, bruciando le Camere del Lavoro, le sezioni dei partiti, le sedi delle associazioni dei lavoratori. Lo fu nel ’25 quando abolì ogni sopravvivenza di legalità democratica, quando avviò la repressione sistematica degli oppositori, quando fondò il Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato, quando perseguitò gli irredentisti sloveni e croati, quando uccise in carcere Gastone Sozzi a forza di botte, e condannò di fatto a morte Antonio Gramsci. Quando spedì i sicari in Francia ad assassinare i fratelli Rosselli e quando assassinò per le percosse qualla mente geniale che fu Piero Gobetti. Lo fu nel ’38, quando per ossequio al regime nazista e stupidità sopraffina, varò con la complicità della corona sabauda le leggi razziali, vera vergogna nazionale. Quando assalì un paese libero e sovrano come l’Etiopia (ma ve lo ricordate?) o quando inviò i propri volontari in Spagna anche qui al fianco del generale golpista e assassino che si chiamava Francisco Franco (non lo dico io, Franco abbatté un governo legittimo e votato dalla popolazione, ricordate? Luglio ’36). Lo fu nel giugno del ’40 quando assalì una Francia già devastata dalle armate germaniche con la famosa (o lo avete dimenticato? Perché basta cercare su qualsiasi manuale di Storia dei licei) pugnalata alle spalle, dal fronte alpino, affermando con incredibile cinismo che occorreva avere qualche migliaio di morti per sedersi al tavolo della pace. Il fascismo, sempre lo stesso, che attaccò la Grecia, la Jugoslavia, la Russia… insomma questo fascismo qui andava ancora bene? Visto che il 25 aprile è divisivo vorrei sapere da che parte stavate, idealmente, fino all’8 settembre del ’43. Dopo l’8 settembre poi la scelta si fece esplicita. Volendo si fece esplicita, altrimenti si rimase in finestra ad aspettare che la Storia passasse sulle teste di chi c’era. La grande massa grigia, quella che non partecipa, quella che si tira da una parte… ogni tanto qualche storico o filosofo scoprono la massa grigia e inerte, ed io ogni volta mi stupisco del loro stupore. Ma voi, voi che dite che il 25 aprile è divisivo, dove vi sareste collocati dopo l’8 settembre? Non scappate, rispondete. Perchè se ritenete questo, che il 25 aprile ancora è divisivo, vuol dire che riconoscete implicitamente che vi erano due parti, tre con la massa grigia che aspetta (anche se poi la Storia ha dimostrato che in un senso o nell’altro troppo grigia e troppo informe non era, ma non c’è spazio quì per analizzare la cosa). Le due parti quindi: una per la libertà, il governo democratico e parlamentare, poi la Costituzione. Dall’altra la dittatura, le stragi per tutta la penisola (serve che faccia i nomi o le ricordate?consiglio un libro, l’Armadio della vergogna, può essere istruttivo), morte distruzione di paesi e borghi. Da una parte l’unità del Paese, di cui tanto, troppo spesso vi riempite la bocca con una retorica nazionalista a me sconosciuta. Dall’altra l’annessione nazista delle province italiane del nord est del paese e di quelle che allora si consideravano tali ma che erano a prevalenza slava. Allora, da che parte stavate quando pezzi di Friuli e di Trentino furono considerati annessi al Reich? Da una parte l’impossibilità di manifestare le proprie idee, pena la morte. Dall’altra le elezioni fortuite, effimere se volete, ma comunque importanti, nei territori partigiani liberati. Da una parte chi minava ponti, strade, dighe, fabbriche per proteggere la ritirata degli eserciti assassini e di chi li fiancheggiava. Dall’altra chi a costo della propria vita andava a togliere quelle mine (avete letto niente sul salvataggio delle fabbriche del Nord, per dirne solo una, da parte delle SAP e degli operai schierati con la Resistenza?).Da una parte le prigioni tristissime di cui era cosparsa l’Italia, gestite da fascisti e nazisti, dove si torturava a morte per una delazione (vi siete dimenticati? Ricordate via Tasso e via Romagna a Roma, la casa dello Studente a Genova, l’Albergo nazionale e via Asti a Torino e via dicendo… avete mai visto Roma città aperta? O è divisivo anche il cinema d’autore?). Dall’altra chi veniva catturato, torturato e assassinato affinché tutto ciò non avvenisse più. Ma voi, che parlate di 25 aprile divisivo, da che parte vi sareste posti? Da che parte vi ponete ora? Se non stavamo tutti dalla stessa parte forse non ci stiamo neppure adesso. Ma io non voglio veramente pensare che sia così. Se i valori fondanti della nostra democrazia sono anche i vostri nel 25 aprile non c’è nulla di divisivo. Quei valori si sono affermati al prezzo di una guerra civile dove c’era una parte che aveva torto e una parte che aveva ragione. Non giova stare sempre nel mezzo, non è storicamente ma neppure intellettualmente onesto. La libertà di cui vi avvalete l’hanno conquistata anche per voi quelli che accusate di essere divisivi. Se non siete per la libertà e la giustizia avete un problema, perché sono quei valori che tutti i giorni a parole sostenete. E non ci sono piovuti dal cielo. Se non siete d’accordo pazienza, in un paese democratico c’è posto anche per chi è contro. Ce lo ha insegnato Bulow, un comandante partigiano, poi deputato della Repubblica. E se la memoria è divisa, lo è perché è memoria e ognuno ricorda a modo suo. La Storia, però, non può essere piegata alle circostanze politiche. Vorrete per sempre avere una memoria di partigiani cattivi che si macchiarono di crimini? Fatelo. Magari cercate di ricordare anche contro chi e cosa combattevano quei partigiani cattivi, e questa è Storia… Ma smettetela con questa sciocchezza del divisivo. Il 25 aprile è Festa di tutti gli italiani. Il 2 giugno è festa solo per chi scelse la Repubblica o è festa di tutti? Il 4 novembre è festa anche per i pacifisti e per chi era contro l’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale. Si può anche ora, dopo cento anni, essere contrari a quella guerra sciagurata ma un pensiero di pietà per i 650mila morti che ci costò, non è di parte. Anzi è di parte, dalla parte umana. Non smettiamo di ricordare quei poveri disgraziati e il loro sacrificio perché furono inviati a conquistare terre slave e non solo Trento e Trieste. Per me non è divisiva nemmeno la giornata del ricordo delle foibe, il 10 febbraio, perché le foibe sono Storia, non memoria. Può essere divisivo l’uso che se ne fa, non il ricordo di chi fu infoibato, né le circostanze che portarono a ciò. Non mi sento buonista, non mi sento cerchiobottista. Sono assolutamente di parte, sono partigiano. Odio gli indifferenti. Buon 25 aprile.

Fabrizio Aquilini