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Molte grandi società statunitensi e internazionali coinvolte nei progetti di ricostruzione in Afghanistan sono state accusate di aver pagato per ricevere la protezione dei talebani, così fornendo ai ribelli i fondi per attaccare e uccidere i soldati statunitensi. La causa è stata presentata in un tribunale federale statunitense dalle famiglie di 143 militari statunitensi e lavoratori uccisi o feriti in Afghanistan tra il 2009 e il 2017. Il pizzo avrebbe permesso alle società di risparmiare sui costi per la sicurezza, alimentando però le azioni terroristiche contro le truppe e contro le aziende non complici. Le aziende statunitensi hanno pagato milioni di dollari ai ribelli per ricevere la loro protezione, secondo quanto ampiamente documentato dalle indagini del Congresso, ha scritto il Wall Street Journal.